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Rc Auto penalizza gli agenti

OLYMPUS DIGITAL CAMERASecondo l’indagine di Innovation Team sull’intermediazione assicurativa, gli agenti sono in difficoltà principalmente a causa del calo della raccolta auto e dall’aumento dei costi per le trattative di rinnovo.

Lo studio si è basato sull’elaborato dei dati relativi al 2013 del Rui e di altre banche dati, integrati da più di 1.800 questionari online associati a focus group.

E’ emerso è che, sebbene le compagnie di assicurazioni abbiano raggiunto risultati positivi in questi ultimi anni, gli agenti non stanno godendo la stessa situazione, ma, al contrario, hanno visto diminuire il loro utile, in particolare modo a causa della minore raccolta di polizze auto.

Oltre al calo auto, gli agenti hanno registrato un aumento dei costi di queste polizze dovuto a un allungamento delle trattative sul rinnovo. Quindi l’utile medio per singola polizza auto è diventato 3,7 €, portando la redditività media da 76 mila euro nel 2012 a 71 mila euro nel 2013, il 6,6% in meno. Infatti secondo l’indagine, i costi medi che un agenzia sostiene sono di 229 mila euro e i ricavi di 300 mila euro mentre nel 2012 erano di 304.

Un altro aspetto evidenziato dallo studio è dato dal numero delle agenzie che è diminuito a 12.993 mila, mentre nel 2012 le agenzie erano 13,402 (meno il 3%). Questo decremento, come viene sottolineato dall’indagine, è incominciato nel 2008 ed ad oggi ha registrato circa  2.500 agenzie in meno, pari a un calo del 16%.

Rispetto all’analisi sulle agenzie plurimandatarie, nonostante sia stata segnalata una considerevole crescita nel peso del numero di plurimandatarie sul totale della agenzie (ad oggi 23% del totale). Solo la metà dei plurimandatari utilizza la pluralità dei marchi in modo consapevole e significativo, mentre gli altri sono plurimandatari o per finalità tattico-difensive o perché in possesso di mandati specialistici.

Per quanto riguarda le collaborazioni, a poco meno di due anni dalla possibilità di realizzare accordi con altri intermediari iscritti al Rui (Registo unico degli intermediari), fanno riferimento a circa il 60% delle agenzie. Più nel dettaglio il 29,7% di chi “collabora” ha realizzato accordi con altri agenti, il 46,3% lavora con broker mentre il 16,6% delle agenzie ha in corso accordi con gli iscritti alla lettera E del Rui.

Di conseguenza prendendo in considerando sia il plurimandato sia le collaborazioni, ad oggi meno del 30% delle agenzie è effettivamente monomandatario. Quota decisamente positiva rispetto alla situazione antecedente al decreto Bersani, che ha introdotto il plurimandato, quando i monomandatari erano il 90% del mercato.

Ciononostante la concorrenza non è ancora così determinante anche con la libertà di collaborazione. Infatti, le collaborazioni hanno un impatto modesto sul mercato in termini di volume di affari, dal momento che incide per circa il 2% sugli incassi realizzati dall’agenzia nel danni.

Così come il plurimandato la collaborazione è utilizza è prevalentemente come “tattica” per non perdere il cliente ed è focalizzata sui rischi professionali, ossia dove le compagnie generaliste non vogliono assumere, come sottolineano a Innovation Team.

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