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Nuove prospettive per gli intermediari assicurativi

lavoroNel mercato assicurativo gli intermediari professionali mantengono il loro ruolo centrale.

Dall’Osservatorio Europeo sull’Intermediazione Assicurativa di CGPA Europe gli intermediari professionali raccolgono il 65% dei premi Danni e il 52% del ramo Vita, nonostante il mercato assicurativo stia diventando sempre più competitivo.

Lo studio ha evidenziato che gli strumenti digitali e le nuove tecnologie stanno acquistando una fetta del mercato, tra gli anni 2008-2013 anche il numero di broker è aumentato, ad oggi contano 12.300 unità in più (+17%), mentre gli agenti sono diminuiti di circa 32.000 unità (-12%).

L’Osservatorio Europeo sull’Intermediazione Assicurativa di CGPA Europe è un’organizzazione specializzata nell’assicurazione dei rischi professionali degli intermediari assicurativi; lo studio da cui sono stati tratte queste informazioni è stato realizzato in collaborazione con il Monitoring European Distribution of Insurance (MEDI) e con Audencia Nantes, analizzando i dati sulla distribuzione assicurativa e le performance delle compagnie nei principali Paesi europei.

Lo studio ha identificato gli effetti che le nuove tendenze e i recenti cambiamenti stanno portando nel mercato assicurativo. In primo luogo l’evoluzione normativa ha conferito una nuova centralità alla professione dell’intermediario professionale, a cui ora è richiesta una maggiore formazione per la sua crescita professionale e una maggiore trasparenza nei confronti dei clienti.

Dall’altra parte l’utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici sta incidendo sull’attività assicurative in modo diretto. Sia le compagnie che gli intermediari stanno appunto sviluppando nuove strategie e adottando tecniche innovative in grado di stare al passo con l’evoluzione tecnologica e i conseguenti cambiamenti del consumatore finale.

In Italia nonostante il calo generale del settore gli intermediari professionali sono tra più numerosi del continente con 234.283 unità (dicembre 2013) tra agenti (35.942), broker (5.285) e collaboratori (193.056).

L’attività distributiva è sempre caratterizzata da una forte prevalenza dei rami Danni. In Italia gli intermediari raccolgono l’88,4% del portafoglio Danni, mentre il ramo Vita resta limitato al 15,3% in particolare modo a causa del forte ruolo esercitato dalla distribuzione bancaria.

L’Osservatorio ha proposto alcuni possibili scenari sull’evoluzione dell’attività professionale partendo dall’analisi di tendenze presenti in alcuni Paesi europei.

Ad esempio in Francia sta prendendo piede il fenomeno dei broker grossisti, figure che nascono da esigenze di alcuni segmenti del mercato non considerate dalle compagnie.

I broker grossisti offrono prodotti di nicchia, quali RC della caccia, polizza sanitaria integrativa, CPI o rischi non graditi in RC Auto e sono ben accolti da agenti e broker retail per diversi motivi: hanno una sensibilità da intermediari, sono orientati al marketing e lavorano su target di clientela ben determinati; investono molto nelle nuove tecnologie per industrializzare i processi e ridurre i costi; cercano di offrire prodotti utili ai clienti e non seguono la moda dei prodotti da banco.

I numeri del fenomeno iniziano a essere interessanti con 30 broker grossisti, 6mila dipendenti, cinque milioni di assicurati e una raccolta premi che nel 2013 ha raccolto 2,5 miliardi di euro.

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