•  
  • L'ambiente operativo di UPGOIN'
  •  

La frode c’è ma non si vede

Incidente automobilisticoIn Europa, la media dei sinistri fraudolenti nel ramo Rc auto si attesta intorno al 10%, contro il
poco realistico 2,3% dell’Italia. Per portare alla luce e combattere le truffe, anche nel nostro Paese,
serve uno sforzo congiunto tra autorità di controllo, legislatore e compagnie. E una collaborazione
supportata dalla tecnologia. In Italia, i sinistri riconducibili a frodi a danno delle imprese sono stati 54.502, con un’incidenza del 2,3% sulla globalità dei sinistri del ramo Rc auto. Per un importo totale di 281,9 milioni di euro, pari al 2,42% dell’ammontare dei risarcimenti e all’1,59% dei premi del ramo. È quanto emerge da una ricerca a cura di Gft Italia e Cetif (Centro di ricerca su tecnologie innovazione e servizi finanziari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano), sulla base dei risultati Ivass, relativi al 2011.
Dati che probabilmente non riflettono la reale consistenza del fenomeno italiano, non riportando traccia delle frodi sommerse, soprattutto se lo si confronta con quello europeo; in Europa, la media dei sinistri fraudolenti, nel Ramo rc auto, si attesta intorno al 10% e in tutti i Paesi dell’Unione, il problema è ben noto e sono state poste in essere azioni molteplici per tentare di affrontarlo ed arginarlo nel più efficace dei modi.
In Italia, le azioni correttive sono attese da parte dell’Ivass, l’autorità incaricata dell’azione antifrode; del legislatore, che deve intervenire con provvedimenti che prendano in considerazione il trade off tra tutela del cliente e un opportuno contrasto dei fenomeni fraudolenti; delle compagnie assicurative, che devono strutturarsi, sia dal punto di vista organizzativo sia da quello tecnologico, per prevenire, individuare e contrastare il maggior numero di frodi possibili.

Fonte: Insurance Daily

Facebook

Twitter

Google Plus

LinkedId